Con “Capirai”, Alice Blasi racconta l’amore come bisogno profondo di connessione e appartenenza. Un brano intimo e delicato che parla di casa come luogo interiore, di vicinanza emotiva anche nella distanza e della forza che nasce dall’accettazione delle proprie fragilità. Una canzone-abbraccio, rivolta a chi si sente fuori posto e cerca uno spazio sicuro dentro di sé.
In “Capirai” l’amore è raccontato come necessità più che come sentimento: è una scelta consapevole?
Capirai racconta l’amore come il sentimento che più di ogni altro ci unisce: l’incessante ricerca di occhi familiari, di respiri rassicuranti, di un luogo da chiamare casa. È l’amore come necessità vitale, forza che genera la vita e la illumina, dando senso al nostro stare al mondo.
Cosa significa per te “sentirsi a casa” oggi?
Sentirsi a casa, per me, significa essere nel posto giusto. La casa non è solo uno spazio fisico, ma una condizione interiore capace di donare amore, sicurezza e serenità emotiva. In questo brano, infatti, la “casa” è intesa come una ricerca intima di un luogo sicuro dentro di noi.
Il brano parla di vicinanza emotiva anche nella distanza: quanto è attuale questo tema?
Penso che ci sia una grande intimità negli sguardi evitati, nelle parole non dette, nelle strade mai più incrociate.
Penso che l’amore che due persone hanno condiviso occuperà sempre un cassetto del nostro cuore, come un eco che a volte sentiamo risuonare nonostante il silenzio, nonostante l’assordante distanza.
Ti senti più fragile o più forte dopo aver condiviso una canzone così intima?
Credo che accettare e rispettare le proprie fragilità richieda un grande coraggio, e che proprio da lì nasca una forza profonda. È come fare pace con una parte di me che ho spesso cercato di nascondere.
Che tipo di ascoltatore immagini mentre canti “Capirai”?
Immagino tutte quelle persone che si sentono fuori posto, immagino chiunque non sia più riuscito a guardare negli occhi il dolore, immagino chi senta il bisogno di vivere la solitudine.
Immagino chi, prima o poi, sentirà il bisogno di accogliere questo abbraccio che ho chiamato “Capirai”.
