Anastasia: «Con "Strega" fondo cantautorato e modernità. Il mio è un romanzo musicale in 30 voci»


Ci sono progetti che non si limitano a occupare uno spazio in radio, ma ambiscono a costruire un intero immaginario. È il caso di Anastasia, giornalista di formazione che ha scelto la parola come primo strumento per poi trasformarla in poesia e, infine, in architettura musicale. Con il ruolo di autrice, direttrice artistica e mente di una vera e propria etichetta indipendente "tutto in uno", Anastasia ha dato vita a un'opera monumentale: "30 brani per 30 voci / Un bacio di fortuna", un viaggio in 6 EP che ci accompagnerà per un anno intero.

A fare da apripista a questa staffetta creativa è “Strega” (disponibile dal 5 giugno), un brano magnetico e dalle atmosfere notturne che ha già conquistato la top 15 della classifica indie italiana. Interpretato dalla voce della cantante siciliana Flow e rifinito a Brescia dal produttore Fabio Vaccaro, il singolo è un perfetto esempio di soft power capace di unire il DNA del cantautorato classico a texture sonore internazionali. Abbiamo ospitato Anastasia su Ophelia Blog per farci raccontare la genesi di questo incantesimo collettivo, il suo meticoloso lavoro di scouting e i prossimi capitoli di una storia che ha fretta di essere ascoltata.

Anastasia, partiamo dalle tue radici. Il tuo legame con la musica inizia fin dall'infanzia con lo studio del pianoforte in Bielorussia, per poi riaccendersi in Italia attraverso la forza della parola scritta. Come è nata questa tua profonda e poliedrica passione per la musica?
Ciao, penso che in realtà la passione per la musica l’abbiamo tutti. La maggior parte delle persone però la vive dalla parte del pubblico, come ascoltatori, e per molto tempo anch’io mi sono vista così.
Non ho mai immaginato di poter entrare nel mondo della musica dalla parte di chi crea. Sono una giornalista di formazione, e lo “strumento” che ho imparato a suonare per primo è stata la parola. Per me la parola si è aperta nella forma della poesia solo qualche anno fa: ho iniziato scrivendo testi poetici, prima ancora delle canzoni.
Ogni poesia porta già dentro di sé una musica, un ritmo, un’armonia segreta. È seguendo questa traccia che sono arrivata alla musica: dalle poesie ai testi, dai testi alle melodie, fino alla produzione. Per far conoscere le mie parole e permettere alle mie poesie di “suonare” davvero, mi sono avvicinata al mondo della musica e della produzione discografica, e lì ho capito che quella era la mia vera casa creativa.

Dal 5 giugno è in radio "Strega", cantata insieme a Flow. Questo brano ha una genesi particolare: l'hai scritto prima ancora di conoscere l'interprete, concentrandoti solo sul testo e sul mood. Ci racconti come è nato questo pezzo e come hai vissuto la delicata fase di talent scouting?
“Strega” è un brano che ho scritto io, ma che in radio arriva con la voce di Flow. Il mio ruolo, fin dall’inizio, è stato quello di trovare una voce che potesse incarnare esattamente la sonorità che avevo in mente: decisa e dolce allo stesso tempo, seducente ma anche innocente. Cercavo un equilibrio molto sottile, quasi un paradosso emotivo.
Così, esplorando la rete, ho scoperto Flow, una cantante siciliana, e le ho proposto questo “ruolo vocale”. Nel mio progetto ho lavorato anche come direttrice artistica: preparavo per lei e per lo studio (Fabio Vaccaro del Pocketstudio di Brescia) delle note dettagliate sul mood, sul ritmo, sulle preferenze sonore, sulle reference e sulle idee di arrangiamento. Con gli artisti facevamo provini anche in modo molto artigianale, via WhatsApp dal telefonino, lavorando sulla lettura artistica del testo, sugli accenti, sulla dinamica del canto, per dare il giusto peso agli stop&go e alle sfumature di tonalità.
Flow ha registrato la voce “dry” in Sicilia e l’ha inviata allo studio di Brescia, dove il pezzo ha preso la sua forma definitiva. Da lì “Strega” ha iniziato il suo percorso tra radio e web, arrivando fino alla posizione 12 nella classifica degli indie italiani nella terza settimana di giugno.

In "Strega" si fondono una base moderna e una scrittura cantautorale sensuale e raffinata, che evoca un'idea di "soft power" e fascino lunare. Che tipo di atmosfera si respira in questo nuovo singolo e come l'arrangiamento, curato anche da Fabio Vaccaro, l'ha resa così magnetica?
L’atmosfera di “Strega” nasce proprio da quella fusione che tu descrivi: il DNA della canzone italiana “classica” intrecciato con elementi sonori moderni, più internazionali. È un brano sensuale ma non aggressivo, raffinato ma accessibile, dove il soft power è più sussurrato che urlato.
Il cuore è l’hook “Stregaaaa, e questo tutto spiega: Stregaaa”: la voce vola in alto senza mai diventare fastidiosa né “esibizionista”, non è lì per dimostrare virtuosismo, ma per dare la spinta emotiva giusta al pezzo. Quel ritornello funziona come un incantesimo semplice e circolare, quasi ipnotico, che rimane in testa e definisce il carattere lunare del brano.
Nel lavoro con Fabio Vaccaro ho chiesto esplicitamente di spostare “Strega” da un suono più “provinciale” a uno fresco e internazionale, senza però tradire l’anima cantautorale del pezzo. Questo ha significato creare un movimento ritmico più arioso, dare respiro alla voce, mantenendo un groove moderno e dinamico che tenesse insieme radio, streaming e dimensione emotiva.
A livello di scelte sonore, abbiamo ragionato su texture leggere: un effetto shimmer delicato su synth e chitarre per aggiungere quell’alone etereo e notturno, perfetto per evocare un immaginario digitale e contemporaneo. Lavorando con filtri passa alto su synth e chitarre abbiamo pulito le basse inutili, lasciando spazio alla voce e alla batteria, ottenendo un mix più trasparente e magnetico, dove la voce di Flow resta sempre al centro.
Il risultato è il tocco dell’arrangiatore: io, come autrice, porto l’idea, il mood, le parole e la visione, ma poi questa visione viene filtrata e amplificata dalla sensibilità di chi cura arrangiamento e suono. “Strega”, come tutti i brani del mio progetto, è davvero un lavoro di team: una magia collettiva più che un incantesimo solitario.

Il brano è impreziosito dall'artwork di Lucilla Dosa e da un videoclip dall'estetica cinematografica sul pianerottolo di un palazzo antico, da te firmato. Come è avvenuta la scelta del titolo, della copertina e della messinscena di questa narrazione in penombra?
In realtà la copertina del brano è un mio lavoro: realizzo personalmente tutte le copertine, così come i video, che nascono sempre in completa autonomia creativa.
Lucilla Dosa è intervenuta invece sull’identità visiva del progetto, occupandosi dell’elaborazione grafica del mio logo, disegnato originariamente dal fumettista Paolo Stefanelli, e rendendolo adatto all’uso editoriale e promozionale.
La copertina dei sei EP di “Un bacio di fortuna” è firmata da Paolo Stefanelli, ma è stata Lucilla a rifinire l’idea per la stampa, curando gli aspetti grafici, la disposizione delle scritte e l’equilibrio della composizione complessiva.
Tutte le copertine condividono la stessa immagine, per dare unità al progetto, ma ogni volume è contraddistinto da un colore diverso: il Volume 1 è rosso, il Volume 2 è giallo e così via, in una progressione cromatica che aiuta a riconoscere i singoli capitoli di questo racconto musicale.

"Strega" fa parte del volume 1 del tuo monumentale progetto "30 brani per 30 voci / Un bacio di fortuna", per il quale ti sei trasformata in una vera etichetta indipendente "tutto in uno". Pensando ancora più in grande, c'è un progetto nel cassetto a cui vorresti dar vita, prima o poi?
Sì, assolutamente! Le idee sono già molto avanti e, in realtà, sto lavorando contemporaneamente ad altri due progetti, sempre internazionali e sperimentali.
Il mio desiderio è mescolare lingue, culture e generi diversi all’interno degli stessi brani, e allargare sempre di più gli orizzonti sia dal punto di vista della produzione che della distribuzione.
Sto già registrando voci e arrangiando i pezzi di questi nuovi lavori, ho davvero un cassetto pieno di idee che scalpitano per uscire.
Spero di poter avere, prima o poi, una struttura più solida intorno a me che mi permetta di realizzare tutto in modo ancora più professionale, senza dover limitare la mia visione ai mezzi che ho a disposizione in questo momento.

Il viaggio è appena iniziato e "Un bacio di fortuna" è solo il primo capitolo di una serie di uscite. Cosa ci riserverà la tua musica e la tua fucina creativa nei prossimi mesi?
Altro che “prossimi mesi”: ho intenzione di tenermi la vostra attenzione per un anno intero.“Un bacio di fortuna” sarà composto da 6 EP da 5 brani ciascuno, in uscita ogni due mesi.
Il primo EP è già disponibile, il Volume 2 uscirà il 10 luglio, il Volume 3 l’11 settembre e così via, seguendo questo ritmo cadenzato.
Per dodici mesi viaggeremo insieme con 30 inediti, 30 artisti straordinari e 30 storie diverse da raccontare e da ascoltare, come un romanzo musicale a puntate.