Lucy Love racconta “Pazza +”: intervista


Con “Pazza +”, Lucy Love trasforma il dolore di una relazione tossica in un brano intenso e liberatorio. La canzone nasce come ultimo respiro prima di tornare a sé: non una vendetta, ma una presa di coscienza lucida, in cui il dolore smette di controllare e diventa verità cantata.
Tra malinconia e pace conquistata, “Pazza +” racconta l’accettazione di un amore malato e la serenità di averlo riconosciuto per ciò che era. Un nuovo capitolo del progetto di Lucy Love, dove luce e ombra convivono e la musica diventa spazio di autenticità assoluta.

La tua storia inizia tra le mura di un istituto di suore e una “voce troppo grande” per una bambina: come si è trasformata quell’urgenza infantile nel progetto che porti avanti oggi?
Allora, diciamo che cantare è stato come il mio primo linguaggio. In un contesto molto rigido quella voce “troppo grande” era un modo per esistere, per farmi sentire.
Crescendo, quell’urgenza non si è mai spenta ma si è trasformata e plasmata sempre di più! È diventata scrittura, ricerca, bisogno di dare un senso alle emozioni più complesse, esorcizzarle, accettarle.
Oggi il mio progetto nasce proprio da questa necessità di dire la verità, anche quando è scomoda e fastidiosa. La musica è il luogo in cui posso essere completamente me stessa, senza barriere

“Pazza +” esce il 16 gennaio: come hai trasformato il dolore di una relazione tossica in questo ultimo respiro di liberazione?
Ho attraversato un dolore che mi ha portata a mettere in discussione tutto, persino la mia lucidità 😅 “Pazza +” è nata quando ho smesso di giustificare, perdonare e sistemare qualcosa che stava diventando surreale nella sua malvagità.
Scriverla è stato l’ultimo respiro prima di tornare a me. Non una vendetta, ma una presa di coscienza definitiva! È il momento in cui il dolore smette di controllarti e diventa materia creativa, verità cantata.

Che atmosfera si respira in questo brano? È più malinconia o nuova pace?
È una pace conquistata. Non c’è rimozione del passato, né divisione netta in “ere”.
Tutto nel mio percorso viaggia in parallelo: luce e ombra, malinconia e consapevolezza. In “Pazza +” c’è l’accettazione di un amore malato, ma anche la serenità di averlo riconosciuto per quello che era, non cadendo più nella sua trappola vorticosa.

Come nasce il titolo “Pazza +” e l’estetica della copertina?
Il titolo nasce da uno stato reale: stavo diventando “pazza, pazza, pazza, PAZZA +”!! nel tentativo di aggiustare e perdonare qualcosa che aveva perso ogni logica. Quel “+” rappresenta l’eccesso, il punto di non ritorno.
L’estetica della copertina riflette il mio volto e la mia immagine, messa da parte per anni per non suscitare questioni scomode e poco piacevoli durante la relazione. Questa foto me l’ha scattata un mio bravissimo amico fotografo, in uno dei periodi più incerti su un filo millimetrico di equilibrio, ho voluto riutilizzarla per sigillare questa mia disavventura, per sempre nel passato

Usi la musica come autoterapia e ami Lynch e Kubrick: un progetto oltre la musica?
Sì. Mi piacerebbe unire tutto in un progetto cinematografico, un cortometraggio o un racconto visivo che inglobi musica, estetica e narrazione.
Il mio immaginario è molto visivo e sento che, prima o poi, avrà bisogno di espandersi oltre il formato canzone per forza!!

Dopo il “ferro”, ora scopriamo i “petali”: cosa ci aspetta da Lucy Love?
Personalmente non credo nei viaggi unidirezionali verso la luce o verso l’oscurità. Le due dimensioni si compensano e si completano secondo la mia visione!
Sicuramente ci sarà un concept EP dedicato a Lucy Love, ma senza rinnegare Lucy Hate. Sono entrambe parti necessarie della mia identità artistica e umana.